Sono una donna e si sa, le donne hanno con il sesso un rapporto speciale.

Gli uomini, quelli che approcciano al sesso in maniera superficiale, conoscono un solo piacere: l’orgasmo del proprio pene, ma per una donna il sesso è una coreografia del piacere di tutti i sensi.

Sono una donna adulta (no, non svelerò la mia età!) e mi piacciono i ragazzi più giovani.
gambe-stupendeI ragazzi, che si affacciano al sesso, in particolare i giovani intorno ai 20 anni mettono nel sesso un’energia particolare.
Al sol guardarli si percepisce la voglia di imparare, di saperne di più sul piacere, che spesso però viene travolta dalla bramosia di raggiungere in tempi brevi l’orgasmo.

Quando vedo un ventenne, e ne percepisco la volontà di apprendimento, mi piace sentirmi una maestra del sesso pronta a donargli una lezione di cui potrà fare tesoro nelle sue esperienze future.
Da brava maestra, mi sono più volte interrogata su quale debba essere il punto di partenza per imparare l’arte dell’erotismo.
E da brava maestra, mi sono resa conto che, quando si incontra un alunno, bisogna partire dall’abc che, nel sesso, è la masturbazione.

Troppi giovani sottovalutano questa pratica. La svolgono in maniera frettolosa per appagare un bisogno e ignorano quanta carica erotica possa esserci in una sega fatta bene.
Così, quando mi capita un ventenne letteralmente tra le mani, mi piace partire dalla sega come primo gradino del piacere.

Ho istruito diversi giovani nell’arte della masturbazione ed è sempre un estremo piacere.
Alcuni ventenni sono eccezionalmente ubbidienti. Forse condizionati dal fatto che io sia più grande di loro si lasciano guidare senza troppe obiezioni.
Devo ammettere che in questi caso mi annoio un po’.
Come ogni insegnante preferisco scolaretti attivi e qualche volta indisciplinati.
Altri alunni sono particolarmente impazienti e vorrebbero passare rapidamente oltre.
In questi casi mi diverto molto di più. Il gioco si fa stimolante perché so che dovrò dargli un piacere superiore per convincerli di quanto sia bello lasciarsi toccare, massaggiare, guardare, fino al raggiungimento del piacere.

Durante la sega amo sollecitare il mio ragazzo nelle sue fantasie, spogliarlo e farmi spogliare gradualmente. Amo mostrare l’accuratezza del mio abbigliamento intimo e percepire le reazioni del giovane volenteroso, ma soprattutto amo il senso di potere che sento di avere su di lui.
Durante una sega c’è un momento in cui se offrissi al ragazzo di entrarmi dentro potrei chiedergli in cambio qualunque cosa.
Si tratta di pochi istanti e, il sol riconoscere quell’espressione supplichevole, mi dà un senso di potere illimitato che di solito basta a portarmi al culmine del piacere.

Mi piace fare le seghe ai ragazzi di venti anni, mi piace il potere che il sesso mi dà sui ragazzi di venti anni, e in questo momento vorrei una sola cosa: un ventenne da masturbare.