Sono una mamma, sì; ma il mio istinto non è mai venuto meno. Avevo appena vent’anni e a forza di prenderlo in tutti i buchi una sera ci sono rimasta.

Il ragazzo che avevo conosciuto al pub mi venne dentro senza avvertire ed io mi ritrovai con il mio bel pancino che cresceva. Così oggi mi figlia ha quasi trent’anni e io quasi cinquanta, ma la voglia di farmi riempire i buchi non è passata.

Mia figlia in un certo periodo usciva con un biondino magro, un tipetto dal naso grosso che faceva venire dei pensieri anche a me; più di una volta mi ero ritrovata a immaginarmelo sopra.

Sono vogliosa, lo avrete capito; e quella sera che il mio amico Nando mi propose un giochino piccante non seppi dire di no. Nando era uno con il quale ogni tanto me la facevo, ma niente di serio. La sera di cui sto dicendo mi prese da parte e mi parlò di un club che aveva fondato insieme a un paio di altri uomini.

Le riunioni del club si tenevano a casa sua e consistevano nel bere qualche bicchiere e in un passatempo intrigante con una signora.

Ne invitavano una diversa ogni volta, sempre matura e mai ragazzine. L’invitata doveva entrare, mettersi sul divano e cominciare a toccarsi. Gli uomini la guardavano. Lei poteva fare quello che voleva, però il patto era che a un certo punto doveva avere un orgasmo. Uno vero, non di quelli che si vedono nei film porno.

E alla serata c’erano non solo i fondatori del club, ma anche ospiti esterni. Non sapevi mai chi poteva guardarti. Per proteggere la tua identità ti mettevano una maschera da uccello e tutti gli uomini indossavano un cappuccio.

Quando entrai nel salotto me la sentii subito bagnata: tutti quegli uomini con i cappucci ti facevano inturgidire il clitoride. Pensai istintivamente ai loro piselli. Come sarebbe stato farmeli tutti insieme?

Ma l’ordine era solo quello di masturbarsi e toccarsi fino a farsi venire. Anche loro, gli uomini, potevano toccarsi e venire, ma non toccare me… a meno che io non lo volessi. Se mi piaceva potevo invitarli.

Ed è qui che la storia si fa davvero interessante, perché io cominciai a mettermi con le gambe larghe sul divano e loro poco dopo cominciarono a calarsi i pantaloni, sempre con i cappucci in testa.

Mi sentivo eccitatissima e in mezzo a quel calore che mi saliva dall’inguine feci una scoperta incredibile.

Uno degli uomini davanti a me aveva un tatuaggio. Lo vidi quando si tirò su la maglietta e scoprì la pancia. Mia figlia mi aveva parlato di quel tatuaggio: una balena infilzata da una fiocina proprio sotto l’ombelico.

Già fremevo per la situazione e quando mi resi conto di chi era non ressi più. Lo guardai e lo invitai col dito a venire da me.

Gli presi il pisello e me lo misi in bocca, spingendolo fino in fondo alla gola, mentre mi toccavo il clitoride.

Ci volle pochissimo. Sentivo il suo membro sussultare finché la mia bocca non fu inondata di sperma.

In quel momento mi strofinai ancora più forte e l’orgasmo mi prese come un incendio: inarrestabile, coinvolgente, spasmodico.

Con la bocca ancora piena di liquido mi rotolai sul divano gridando. Il ragazzo si tirò indietro con un gemito di godimento, mentre si stringeva l’inguine come impazzito.

Io mi accasciai nell’estasi. Fu l’esperienza erotica più intrigante che mi sia capitata.

Mia figlia continuò per un po’ a uscire col biondino, poi si lasciarono. A lei non ho mai detto niente di quella sera e non so neanche se lui abbia sospettato.

Ora mia figlia esce con un altro. Ho provato a chiederle del biondino, ma ha risposto vagamente.

Ogni tanto ripenso ancora a quella serata indimenticabile. Non ho più accettato l’invito di Nando a tornare. Sarebbe come rovinare la perfezione di quella prima volta.

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