Sono una donna sposata, che non si arrende alla monogamia imposta dal matrimonio. Nel passato grazie anche alla mia mentalità “aperta” ho avuto molte avventure, avventure che ho dovuto sacrificare sull’altare dell’amore che provo per mio marito.

donna-sposata-cerca-sessoDopo due anni di matrimonio, anni passati con il mio corpo ristretto nel piacere corporale matrimoniale, che può fornire un solo uomo, mi sono decisa a trovare un amante nella mia città, quella Bologna conosciuta in Italia per l’intraprendenza delle sue cittadine.

A detta di molti miei amici sono una donna magnifica, forse qualche chilo di troppo preso immediatamente dopo lo sposalizio, chilo spalmato su un corpo che ancora rimane tonico e piacente. Capelli scuri che porto solitamente cortissimi, un seno appena pronunciato sul quale fanno da contraltare due capezzoli, che al massimo dell’eccitazione diventano turgidi e sensibilissimi, e una fessura in mezzo alle cosce eternamente depilata.

Non è solo il fisico che mi permette di ritenermi bella, ma anche il carattere, con una mente aperta a tutte le situazioni che possono presentarsi. Non ho la possibilità di ospitare, ma godo di una certa libertà che mi permette di viaggiare in maniera regolare, sono infatti una rappresentante di commercio, e spesso le mie notti sono solitarie nei vari alberghi emiliani, alberghi che spero presto mi vedano impegnati con qualche uomo piacente e attratto dal mio corpo.

Cerco un amante regolare, un uomo che mi possa far risentire quella donna vogliosa e porca che ero prima del matrimonio.

Vorrei riservare l’amore al mio amato marito, un amore che però potrei dimenticare per qualche ora, mentre in una camera d’albergo sono scopata alla grande da un uomo desideroso di sesso.

Potremmo vederci in maniera regolare, almeno una volta al mese, non vorrei cene romantiche in ristoranti della zona, mi basterebbe un tramezzino in albergo accompagnato da una bevanda fresca, e da un po’ di sperma dolce che ingoierei senza problemi.

Sono amante infatti del sesso oral, un sesso che mi diverto a donare e “subire”, mi eccito solamente a pensarmi a cosce larghe, con una lingua umida che piacevolmente tortura la mia fessurina, sicuramente bagnata di umori. Ricordo con piacere quando i miei vecchi amanti mi succhiavano il mio piccolo clito, ogni succhiata era un brivido di piacere, piacere che partiva dalla figa per arrivare al cervello, portando degli stimoli di piacere veramente entusiasmanti.

Non voglio amore voglio solamente sesso, un sesso violento e rude, un sesso che mi faccia urlare dal piacere, un piacere che per molto tempo è stato riservato al mio unico amore, e che adesso deve ritornare ad essere di molte persone.

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