Mi piace soffrire, non nella vita reale ma al chiuso di una camera da letto.

Il mio è proprio un bisogno fisico, un bisogno che deriva dai tanti anni passati nel ruolo di schiava.

Per godere devo soffrire, una sofferenza estrema, che non deve essere solamente fisica ma anche mentale. Mi piace particolarmente eccitarmi nell’umiliazione, e se questa è abbinata a qualche buona sessione di frusta la mia eccitazione raddoppia.

Sono quella che si definisce una “MILF” abbastanza avanti nell’età anagrafica ma sempre desiderosa di fare nuove esperienze tra le lenzuola.

I miei 46 anni mi hanno portato a vivere buona parte della mia vita, una vita che spesso è stata contraddistinta da una solitudine, dettata dalla mia voglia di evitare le relazioni stabili.

Nel passato a letto ho avuto molte avventure da sottomessa, quasi tutte figlie di un mio totale asservimento ai voleri dei miei amici di gioco.

Non so spiegarmi perché mi piace soffrire, so solamente che per eccitarmi devo provare dolore, non sono fatta per le “smancerie” romantiche, e d’altronde non saprei neppure vedermi all’interno di una relazione fatta di rose rosse e cuoricini.

Fisicamente sono al massimo, di certo gli anni hanno lasciato il segno nel fisico, ma non certo nella mia mentalità che a detta di molti è molto più libertina delle ventenni di adesso

. Il mio seno leggermente cadente riporta i segni della frusta, le mie labbra vaginali sono leggermente allungate in virtù dei pesi che spesso mi applico, anche nella solitudine della mia camera, le mie cosce riportano le strisce che spesso lascia il frustino da cavallerizza, che dono ai miei compagni di gioco.

Per me queste non sono cicatrici ma medaglie, medaglie conquistate sull’altare del mio godimento corporale.

Cerco due uomini meglio se due master che tra di loro si conoscono, non disdegno di certo però l’incontro con una coppia, di dominanti.

Sono pronta ad assicurare le mie prestazioni, per loro posso essere una puttana, una schiava… una cagna. L’unica cosa che richiedo è che alla fine della sessione di punizione mi permettano di raggiungere il piacere, un piacere che deve essere anticipato da una bella punizione.

Non ho problemi a mettermi a disposizione, se vorranno potranno usarmi come cuoca, potrei raggiungerli a casa loro e li eseguire tutti i loro ordini, non avrei problemi a svestirmi e attendere gli ordini completamente nuda, se vorranno potrei attendere ad occhi bassi, una schiava d’altronde non incrocia mai i suoi occhi con i propri padroni.

Nel caso di una coppia potrei assicurare il soddisfacimento di entrambi, tendenzialmente non mi piace soddisfare una donna, ma in vita mia non mi sono mai rifiutata di eseguire un ordine impartito, ed è per questo motivo che potrei leccare la vulva della mia padrona. Attendo per questo la risposta al mio annuncio, un annuncio che non solo mette a disposizione un corpo con il quale godere, ma permette di acquisire una schiava tuttofare, una schiava che ambisce solamente a servire i suoi futuri padroni.