Io e Margherita rientriamo a casa dopo uno dei giorni di scuola più noiosi dell’anno.
In quinta liceo vuoi che quello strazio finisca il più in fretta possibile, vuoi diplomarti, fare un viaggo, magari in Grecia e ripartire l’anno dopo all’università.

Avevamo deciso di studiare insieme per preparare al meglio l’interrogazione di greco dell’indomani.

In casa c’è Carlo, il compagno di mia mamma.
Stanno insieme da tre anni.

Carlo è un metalmeccanico di 47 anni: ha le mani ruvide e i modi rudi.
Entriamo inzuppate di pioggia.

Carlo mi saluta. Dovrebbe essere al lavoro ma quel giorno l’officina è in manutenzione.

Margherita è una ragazza alta, le fossette sulle guance, gli occhi verdi e lunghissimi capelli ricci.
è la mia migliore amica, altrimenti la odierei dal profondo.

Ovunque andiamo i maschi si girano per guardarla.

Quando la vede, Carlo si alza dal divano trafelato.

Margherita gli sorride e non è imbarazzata per lo sguardo che le rivolge quell’uomo che potrebbe essere suo padre.

Lui si offre di prepararci il pranzo così io e Margherita deicidiamo di andarci a cambiare.

Non ci vergognamo a mostrarci spogliate una davanti all’altra.
Siamo ancora nel bagno quando sentiamo un cigolìo.
La porta è succhiusa.

Margherita si accorge di un’ombra e me la indica senza emettere un fiato.

C’è solo una persona con noi in quella casa e la riconosco all’istante.
Spalanco la porta meravigliata: “Cosa stai facendo?”

Carlo cerca di pensare ad una scusa plausibile ma la sorpresa di essere stato scoperto non lo aiutano.

Non riesce a guardarci in faccia.

Mi sono coperta i seni con un braccio perchè ho solo le mutandine addosso.
Margherita è nuda ma non si copre.

Carlo balbetta e fa per andarsene quando una mano lo afferra per la camicia e lo trattiene.

Non sono io.

La mia amica lo tira dentro con dolcezza e Carlo, meravigliato, si lascia guidare.
I seni di Margherita arrivano quasi a lambirgli il mento. Non sono grandi ma sono benfatti e i capezzoli turgidi sono di un colore rosa intenso.
Il pensiero di avvicinarmi e morderli mi prende d’improvviso.
Abbiamo entrambe la pelle d’oca per l’aria che arriva dal corridoio.

Margherita si appoggia a Carlo con tutto il corpo, premendo i seni contro la sua camicia.

Ha gambe sinuose e sottili.

Io sono bruna, i capelli nero corvini. Non sono alta come lei e a fatica riesco a nascondermi i seni con il braccio. Sono troppo grandi.
Ora la mano della mia amica scende sul corpo di Carlo e si ferma sui pantaloni.
Solo così mi accorgo che il mio patrigno ha un’erezione.

Margherita lo massaggia come se lo dovesse tranquillizzare anche se non fa altro che eccitarlo ancora di più.

Cerco lo sguardo della mia amica per sapere cosa fare.

Con i suoi occhi verdi mi chiede: “Ti va?”.

Sento caldo e i brividi che avevo indietreggiano di fronte al calore che divampa.
Mi vergogno, ho davanti il compagno di mia madre ma mi avvicino e nascondo le mie nudità contro il corpo suo e di Margherita.

Carlo avvinghia la mia amica per un fianco e con, con timidezza, il mio.
Abbracciati ci muoviamo lentamente. Ci sfioriamo lenti.

Margherita armeggia con i pantaloni. Io inizio a slacciare la camicia e le mie dita, ad ogni bottone, ne accarezzano l’addome.
Carlo annusa Margherita dietro al collo e la mano che mi teneva il fianco scende sul sedere.

Ho un tremore, il primo istinto sarebbe quello di ritrarsi ma le mani ruvide di Carlo mi avvolgono completamente, insinuandosi sotto l’elastico degli slip.
Mentre Margherita afferra il vigore di mio padre qualcosa mi riempie. Gemo.
Le dita di Carlo.

è entrato a fatica ma continua a salire.

Margherita si appoggia al lavandino sollevando la gamba. Afferra la mano di Carlo e

si fa prendere.

Inarca la schiena e volge il capo all’indietro spingendolo sempre più dentro di sè, con forza.

Il compagno di mia madre fruga in me e per il piacere per poco non cado.
Lo facciamo stendere sul pavimento.

Margherita lo cavalca, io lascio che mi assaggi.
Mi siedo sul viso ispido.

Adesso può dissetarsi quanto vuole, sono pronta.

Mi sfrego su di lui con movimenti impazienti rubandogli il fiato.

Margherita affonda le unghie nel petto di Carlo e mentre il corpo di lui è sconvolto da convulsioni di piacere io mi lascio andare alla pioggia.

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