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Ho conosciuto Eleonora, una milf di verona che mi ha letteralmente stregato con il suo corpo

La vedevo quasi ogni giorno al bar dove ero abituato a prendere il mio caffè del pomeriggio.

Le prime volte neppure la notai, preso com’ero nei miei pensieri, ma un giorno mi accorsi della sua presenza.
Si intuiva il fatto che da ragazza fosse estremamente bella e potevo immaginare che avesse avuto uno stuolo di spasimanti.

Ora si era trasformata in una bella signora, probabilmente sui 45 anni o poco più, che teneva al suo aspetto e che anche con i segni del tempo, avrebbe potuto ancora far innamorare qualcuno.
Ogni volta che avevo l’occasione di incontrarla – e confesso che quando ciò non avveniva, ne avvertivo la mancanza- mi sorprendevo a visualizzarne il corpo cercando di fantasticare come fosse in realtà.

L’aspetto distinto evidenziava un certo distacco da una monotonia quotidiana e si capiva quanto cercasse di far trasparire tutta la sua sensualità.

Ne apprezzavo il sobrio modo di non enfatizzare in modo volgare la sua persona e, quasi senza rendermene conto, mi trovai invischiato in un interesse quasi morboso al quale non sapevo rinunciare. Ai nostri sguardi casuali, se ne aggiunsero altri cercati e poi timidi sorrisi come se fossero un tacito accordo nel trovarsi a tutti i costi.

Poi, un giorno si verificò una casualità per la quale si creò un contatto tra noi. Da una parola all’altra, ci trovammo a confidarci le nostre vite imparando a conoscerci e ad esplora una certa complicità che stava diventando un filo conduttore che univa le nostre persone.
Fu allora che le proposi di andare a cena insieme.

Eleonora –questo il suo nome- mi disse di essersi separata da non molto e seppur ancora scottata da quella storia, accettò il mio invito con un certo entusiasmo.
Complice qualche bicchiere di troppo e di certo anche una voglia repressa, trovai il modo per darle un bacio pieno di passione che Eleonora ricambiò con slancio.

Ci trovammo a camminare per Piazza delle Erbe e intorno all’Arena, fino a terminare a Via degli Amanti proprio dinnanzi la casa con il famoso balcone della Giulietta Shakesperiana, dove mi resi conto di essere così eccitato che avevo voglia di prenderla all’istante in quella notte stellata che Verona ci stava regalando.
Il profumo della sua pelle mi stava sconvolgendo i sensi. Eravamo distesi sul grande letto che troneggiava nella sua camera e che stava ospitando quella notte di sesso dove tutto pareva consentito. Avevo slacciato il suo corpetto che aveva lasciato liberi due seni ancora sodi nonostante l’età, dove mi ero tuffato ad assaporarne i capezzoli già dritti dall’eccitazione.

Le sue gambe inguainate da inevitabili autoreggenti fumè, si erano alzate e posate sopra le mie spalle per consentire il totale accoglimento del mio desiderio dentro quel vortice di voglia che stava in mezzo alle sue gambe.

milf-autoreggenti

Avevo osservato la perfezione del suo corpo, allenato da una costante passione per lo sport che ne aveva evitato il fisiologico disfacimento, e ne ero rimasto letteralmente stregato.

Coinvolti com’eravamo in quell’abbraccio di menti e di anime, i nostri corpi si stavano lentamente assaporando con tutta la voglia di saziarsi uno dell’altra, sapendo che non ci sarebbe stato nessun poi come non esisteva alcun prima.

C’era solo il presente che stavamo vivendo respirandoci e dedicando tutto all’altro per ricevere l’attesa ricompensa.
Agguantare il piacere rappresentato dall’orgasmo non declinò il termine del desiderio e, al contrario, ne alimentò l’esigenza.

Mi accorsi che stavo perdendomi sopra quella pelle così vellutata che amavo accarezzare e baciare come per suggere un indispensabile nettare che avrebbe alimentato un desiderio che pareva non aver mai fine.

Continuammo a giocare tra noi in una sorta di competizione dove ci scambiavamo ruoli e posizioni per trovare sempre dei nuovi colori a quella passione che stavamo consumando lentamente ma in modo pienamente consapevole.
Raggiunto non solo una ma più volte, l’apice della soddisfazione, ci sentimmo reciprocamente appagati e sazi di quell’incredibile notte di sesso che era proseguita anche per parte della mattina.

Le lenzuola che avviluppavano i nostri corpi nudi e stremati, erano stati testimoni di un momento irripetibile ma davvero unico e prezioso.

Eleonora si addormentò lasciandomi ancora sveglio ad ammirare la sua nudità che esibiva quel corpo con il quale avevo condiviso l’intimità di un godimento che non aveva tenuto conto della differenza anagrafica che esisteva tra noi: lei una donna matura ed io un giovane uomo con un futuro immenso davanti a se.
Non rividi più Eleonora neppure in quel nostro bar e vagamente venni a sapere che si era trasferita . Di lei però, conservo un indelebile ricordo che mi ricorda in che modo quel corpo voluttuoso riuscì a stregarmi.

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