L’unica certezza di quando arriva l’estate è la vacanza che io e il mio amico Marco non vediamo l’ora di passarle assieme.

Siamo amici fin dal liceo e ci siamo trovati subito in sintonia: ci piacciono i film dei super eroi, non ci piace molto andare a ballare ma beviamo volentieri qualche birra quando usciamo, quando si doveva studiare io gli davo una mano in matematica e lui me la dava in latino.

All’università abbiamo scelto facoltà e città diverse, ma almeno un weekend al mese ci si rivede e ci raccontiamo le nostre vite.
Quest’anno abbiamo deciso di visitare qualche isola della Grecia che non abbiamo ancora visto e ho chiesto a Marco di vederci domenica scorsa, entrambi tornati a casa dall’università, per iniziare a organizzare il viaggio e magari prenotare qualcosa.

KODAK Digital Still CameraPer essere Maggio è piuttosto caldo e lo ho accolto in pantaloncini e canotta. Lui era piuttosto vestito e infatti era leggermente sudato: pantaloni della tuta e una camicia aperta con sotto una tshirt verde.

Avevo portato il tablet e il pc sul balcone per sfruttare la leggerissima brezza e sentire meno il caldo così ci siamo seduti sulle sedie di plastica.

Dopo qualche aggiornamento sull’università gli chiesi come mai fosse così vestito essendoci 38 gradi. Mi rispose: “Non sono stato molto bene e mi è venuto uno sfogo qui sul fianco sinistro, mi prende anche un po’ della gamba.

Sta passando ma sto mettendo litri di crema e non posso espormi troppo al sole”.

Non era imbarazzato ma si vedeva che non voleva parlarne più di tanto, così cambiai discorso e iniziai a cercare qualche offerta su internet per la nostra vacanza.
Il caldo e il sole avevano la meglio sulla brezza e Marco era sempre più sudato, così spostai le ricerche in camera dove con l’aria condizionata accesa si stava decisamente meglio.

I miei genitori ci salutarono mentre stavano uscendo per raggiungere dei loro amici fuori città, così rimanemmo soli a casa.
Il fresco dell’aria condizionata invertì le parti tra me e Marco: io cercai una maglia da mettermi sopra alla canotta, Marco si tolse la camicia. Mi chiese qualcosa da bere e andai a prendere dell’acqua in frigorifero, era l’unica cosa rimasta in fresco.

Quando tornai in camera Marco si era tirato su i pantaloni fino al ginocchio, mi guardò sorridendo e mi disse: “Qui si sta meglio ma sto comunque morendo di caldo.

Ma non aumentare l’aria condizionata o ti congeli!”. Allora gli risposi: “Grazie, anche perchè non volevo tirare fuori una felpa.

Ma se stai morendo di caldo, spogliati pure, tanto non c’è nessuno in casa!”.
Distolse subito lo sguardo e si mise a ridere: “Magari tra un po’ lo faccio…”. Lo interruppi bruscamente: “Non preoccuparti, non mi scandalizzo per un po’ di irritazione, fai come se fossi a casa tua”.
Nessuno dei due ha mai avuto importanti relazioni con ragazze, al massimo erano durate 4-5 mesi. Per me erano sempre state una copertura, mi piacciono i ragazzi e li frequento di nascosto. Non mi sono mai dichiarato e a Marco non ho mai detto niente per paura che si allontanasse. Non abbiamo mai parlato molto di queste cose, non so bene perchè.
Dopo una mezz’ora di chiacchiere e controllo dei voli per la Grecia, Marco è andato in bagno ed è tornato con i pantaloni in mano: “Scusami ma ho visto che si sono tutti riempiti di crema, vedi queste garze si sono spostate e ora ho i pantaloni tutti unti”

Ci misi qualche secondo per dire qualcosa perchè ero incantata da lui in mutande e tshirt nella mia stanza. Lo tranquillizzai: “Se vuoi darti una lavata non farti problemi.

Poi ti presto io qualcosa da mettere, così almeno non ungi tutto in giro”. Ok, era una scusa, anche banale. Ma funzionò, si fece una doccia veloce e si ripresentò in camera in mutande.

Moro, capelli corti corti, quasi a zero, piuttosto magro e totalmente depilato. Gli slip rossi erano piuttosto ridotti e il pacco era messo ben in evidenza.

Provai a guardarlo negli occhi ma non ci riuscii e mi cadde il cellulare dalle mani. Mi inginocchiai per raccoglierlo e vidi i suoi piedi avvicinarsi.

Alzai la testa e mi disse, guardandomi dall’alto con il tuo pacco davanti alla mia faccia: “Secondo me vuoi provarlo. Oppure sono io che ho una mente piuttosto perversa?”.
Non me lo feci dire due volte, non potevo rischiare di farmi sfuggire questa occasione e mi spinsi verso il suo pacco, sentendo sulla mia faccia quanto era eccitato.

Mi mise una mano tra i capelli e mi accarezzò mentre con la lingua stavo bagnando tutti gli slip. Non riuscivo a pensare ad altro così gli abbassai le mutande per poter passare all’azione e sentii un colpo sulla faccia dato dal suo pisello durissimo liberato dalla gabbia di cotone.

Inutile dire quanto mi piacesse e fosse bello: la cosa che si nota subito è il calibro notevole, soprattutto su un corpo così asciutto, e ho dovuto spalancare la bocca al massimo per poterlo prendere senza toccarlo con i denti.

Appena le mie labbra e la mia lingua lo hanno assaggiato lui ha iniziato a gemere e io non l’ho più lasciato andare.

Ha iniziato a muoversi avanti e indietro tenendomi ferma la testa e in poco più di un paio di minuti ho sentito pulsare il suo pene durissimo e lo ha sfilato in un colpo solo lasciandomi con le lacrime agli occhi per lo sforzo e la mandibola indolenzita.

Alzai lo sguardo per intercettare i suoi occhi che erano socchiusi mentre si stava segando.

KODAK Digital Still Camera

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Il tempo di pensare a qualcosa da dire e ho sentito un fiotto caldo arrivare sulla guancia destra e poi un altro sul naso e poi altri che sono andati tra i capelli e la fronte.

Rimasi immobile, passandomi la lingua sulle labra per assaggiare quello che stava ricoprendo il mio viso.
Marco, con il corpo ancora tutto teso e vibrante, mi guardò, mi accarezzò la testa e mi disse che ora entrambi avevamo bisogno di una doccia.