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Ho chiesto al mio amico di leccarmi e mi ha fatto un cunnilingus di 2 ore

Tutto è iniziato nella mia cucina.

Ci siamo spogliati e mi ha fatta sedere sul piano di acciaio, così freddo che mi faceva rabbrividire.

Lì mi ha aperto le gambe e ha iniziato a guardare con occhi vogliosi il fiore rosa che man mano si inumidiva. Lo bramava come se si fosse trovato di fronte a un cibo molto succulento.

leccare-figaMi ha lanciato un’occhiata sensuale e, in men che non si dica, ha iniziato a baciarmi lì sotto. Baci lenti, prima sulle mie cosce e poi lentamente verso le grandi labbra.
La sua lingua picchiettava il mio clitoride, e a ogni colpetto fremevo, sentivo l’ondata di piacere che andava aumentando, e non si sarebbe placata.

Erano le 15. Mi pregustavo un pomeriggio di risate e coccole, ma non sapevo che le cose sarebbero andate diversamente.

Aveva iniziato a leccare più a fondo: la sua grossa lingua si era infilata nella mia vagina, dandomi una sensazione di piacere man mano crescente.

Con la mano destra mi palpava un seno, giocherellando col capezzolo, il pollice della sinistra invece era infilato nel secondo buchino.

Piano iniziò a cambiare la mira delle sue leccate: tornò sul clitoride con leccare voluttuose e insalivate, con movimenti circolari.

Non gli piaceva arrivare subito al dunque. La mia eccitazione saliva, ero tutta un fremito, non mi sarei trattenuta a lungo.

Gli presi la testa e lo pregai: in tutta risposta mi morse il clitoride, portandomi a un orgasmo acuto quanto doloroso. Ed era solo l’inizio.

Mi fissò per alcuni istanti negli occhi e poi tornò lì sotto con la bocca.

Mi leccava come se fossi un gelato, con movimenti ampi e peccaminosi. In men che non si dica raggiunsi un altro orgasmo, più forte del primo, ma non certo doloroso.

Erano le 15.30 ed ero già stata soddisfatta due volte.

Ma per lui non era abbastanza. Senza staccare la sua bocca da lì, mi sollevò di peso e mi buttò sul divano. Lì iniziò qualcosa di trascendentale: faceva dentro e fuori con la lingua, come se mi stesse penetrando, e ogni tanto sbucava fuori per dedicarsi al clitoride, con colpi veloci, istantanei, ma estremamente piacevoli.

Non contai nemmeno gli orgasmi, lui sembrava una furia, non accennava a fermarsi, mi aveva fatto perdere la cognizione del tempo…

finché decisi di dirgli basta, il mio clitoride era estremamente dolorante e non avrei sopportato un altro orgasmo senza gridare.

Guardai l’orologio: erano le 17. Quest’uomo aveva passato due ore a farmi un sensazionale cunnilingus Beh, sapevo come avrei ricambiato.

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