Non riuscivo a credere ai miei occhi quando, nel bel mezzo di una uscita serale come tante, me lo sono ritrovato davanti a salutarmi come se non fosse passato un anno dal nostro primo e fino a ieri unico incontro.
Era una crociera in giro per il mediterraneo ed io con alcune amiche ero in viaggio lì per svago e per cercare del divertimento un po’ “hot”.

Giovanni arrivò al momento giusto.

Alto, abbronzato, bello come un dio greco, cominciò a farmi la corte, prima molto dolcemente, poi in maniera sempre più spinta, lodando il mio seno abbondante, la curva sinuosa dei miei fianchi e infine, senza che me ne rendessi conto, mi tocco anche in mezzo alle gambe, massaggiandomi il pene e dicendomi che era sicuro che sarei stato ben fornito anche lì sotto.

Rimasi allibito.
Non pensavo si fosse già reso conto che fossi un trans, mi vanto molto per il fatto che senza controllarmi in mezzo alle gambe nessun potrebbe mai riuscire a capire che sono nato come uomo e già mi preparavo al momento in cui lui, disgustato, mi avrebbe lasciato perdere e ignorato per tutta la durata del viaggio.

Invece quei giorni di crociera furono veri e proprio giorni di fuoco.

Quel bel dio greco mi scopò come mai ero stata scopata prima e lasciarci fu davvero un dolore.
E poi ieri la svolta: il caso aveva voluto che per lavoro si era trasferito nella mia città solo un mese prima e in quel momento era davanti a me che, sorpresa, non sapevo come comportarmi.

Quando mi baciò però davanti a tutti seppi che non era cambiato nulla da quella crociera e in men che non si dica ci ritrovammo a casa mia, a limonare come due ragazzini arrapati alla prime esperienze.
Le nostre lingue si intrecciavano, dentro e fuori la bocca, fameliche, come se non avessero aspettato altro da un anno, e nel frattempo le nostre mani esploravano i corpi dell’altro.

Quasi ululai quando mi strizzò i capezzoli e in risposta io liberai il suo animale dai pantaloni e cominciai a masturbarlo rapidamente. Lui cominciò a fare altrettanto, creando una strana simmetria culminata nel nostro primo orgasmo, simultaneo, che imbrattò entrambi i nostri corpi seminudi.
Leccammo l’uno il seme dell’altro dalle nostre mani e dai nostri sessi, a turno, poi ci denudammo del tutto e lo feci stendere sul letto.

Come una pantera, mi posi su di lui, presi il suo cazzo tra le tette e, versandoci sopra quanta più saliva possibile, comincia a segarlo lentamente.

Lo scopo era quello di farlo diventare nuovamente duro, ma lui non si era ammosciato nemmeno per un secondo.
Mi prese e mi fece mettere a pecorina, mi afferrò con forza i fianchi mentre io gli tenevo le natiche il più aperte possibile e lui mi penetrò con forza e in un sol colpo.

Urlai di piacere come non facevo ormai da un anno e urlai ancora di più quando prese a strizzarmi ancora più forte i capezzoli e usare le mie tette come delle maniglie per mantenersi e spingere con ancora maggior forza, pompando nel mio intestino con forza immane.
Il colpo di grazia me lo diede poi quando, aumentando ancora il ritmo della galoppata, cominciò anche a masturbarmi, facendo su e giù velocemente con la sua mano destra mentre la sinistra ancora stuzzicava il seno su cui era aggrappata.

Venni di nuovo, probabilmente più copiosamente di prima, imbrattandogli tutta la mano di sborra che lui prontamente avvicinò alla mia bocca, inducendomi a leccare il mio stesso seme e aumentando ancora di più la mia foia mentre lui, imperterrito, continuava a scoparmi e, ancora una volta, tornò a masturbarmi.

Il mio cazzo era ormai ipersensibile e per il piacere ormai stavo perdendo completamente il senno.
“Oh mio dio basta! Fermati! Così uscirò fuori di testa!”
“Io voglio esattamente questo mia bella porcella!”
“Sei un bastardo! Un maledetto bastardo!”
“Vuoi che smetta?” mi disse lui, provocandomi mentre, fermatosi un attimo dal masturbami, con entrambe le mani mi aveva ancora di più dilatato il buchetto, arrivano ad infilarci anche mezzo pollice oltre al suo pene.

Impazzii definitivamente dal piacere.
“No, continua! Fammi venire! Montami come la baldracca che sono!”
Mi sculacciò forte, poi riprese a segarmi e nel giro di pochissimi minuti venni per la seconda volta di seguito, un doppio orgasmo che mi bruciò totalmente il cervello.

Le ginocchia mi cedettero e caddi sfinita sul letto mentre lui ancora pompava il suo pene nel mio sedere, ma molto più lentamente fino a quando lo estrasse del tutto.

Mi ha poi fatto girare a pancia all’aria e mi ha piazzato il suo meraviglioso membro vicino alla bocca.

Fui ben felice di farlo venire dopo tutto il piacere che mi aveva provocato.

 

PER CONOSCERMI ISCRIVITI ADESSO GRATIS